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Stick Man – Owari

MJR 106

Owari di Stick Man, live performance registrata in Giappone al jazz club Blue Note Nagoya il 28 febbraio 2020, resta l’unico documento sonoro di un programmato Far East tour, con una decina di date inizalmente previste fra Cina e Giappone, cancellato causa restrizioni dovute al Covid-19 . Il trio base, con i veterani Tony Levin al Chapman Stick e Pat Mastellotto alla batteria, protagonisti diretti della saga Crimsoniana negli anni ’90, e l’allievo di Fripp Markus Reuter alla touch guitar, è qui ampliato e integrato dalle tastiere di Gary Husband.

Il risultato complessivo, nonostante le poche ore ore di prove e soundcheck, è veramente eccellente: dal punto di vista tecnico la qualità del suono è analoga ad una registrazione in studio, e le prestazioni strumentali non sono da meno.

Il quarto elemento Husband si inserisce nel contesto con naturalezza, con efficaci interventi di synth che vanno a vivacizzare e rinfrescare, ad esempio, la classica Larks Tongues in Aspic, part II. A seguire, l’insinuante riff di Schattenhaft e la rilassata Crack In The Sky, con la voce ruvida di Levin e l’incisivo solo di Reuter, compongono una terna encomiabile per intensità della performance. La pulsazione oscura del classico Prog Noir segue l’impro collettiva della title track, e ampi spazi improvvisativi si ritrovano anche nello svolgimento pacato della malinconica Swimming in T.

La logica chiusura della scaletta e dell’ascolto, in bello stile, è consegnata dal possente impatto energetico di Level 5.* Un disco consigliato, al tirar delle somme, valido sia come compendio per i neofiti, che come aggiunta alla collezione per i fan del gruppo.

*(Un po’ ridondante infatti, la lunga impro della bonus track The End of The Tour, piazzata a mo’ di postilla in coda al CD).

OWARI Track List and Credits CD Deluxe Edition:

1. Hajime (Peace) 5:19
2. Hide the Trees 6:44
3. Cusp 4:52
4. Larks‘ Tongues in Aspic, Part II 6:22
5. Schattenhaft 4:28
6. Crack in the Sky 5:33
7. Owari 5:36
8. Prog Noir 6:16
9. Swimming in T 9:02
10. Level 5 6:46
11. Bonus Track: The End of the Tour 16:06

Tony Levin: Chapman Stick, voice
Pat Mastelotto: Acoustic and electronic drums & percussion
Markus Reuter: Touch Guitars® AU8, soundscapes
Gary Husband: Keyboards

Mixed and mastered by Stefano Castagna at Ritmo&Blu studios

Produced by Markus Reuter for Stick Men

(c) & (p) 2020 Stick Men Records, MoonJune Records

Dominique Vantomme – Vegir

MJR 090

Un riff liquido del Fender Rhodes che richiama alla mente, per vaga analogia, un incipit del maestro Ratledge (a voi scoprirlo…): in rapida successione l’ingresso del poderoso basso di Tony Levin, con un’elegante fraseggio sostenuto dal tempo medio, qua e là punteggiato da lievi controtempo, della batteria di Maxime Lessens. Il tutto in graduale progresso di intenità sonora, fino a sfociare nel penetrante guitar solo di Michel Delville. Il pezzo è Double Down, opening di grande impatto per Vegir, lavoro interamente firmato da Dominique Vantomme, al suo esordio con l’etichetta di Leo Pavkovic.

Pur restando più spesso dietro le quinte che in primo piano, lasciando ampi spazi in tal senso ai compagni di percorso impegnati alle corde, il tastierista belga mostra gran disinvoltura e gusto negli interventi solistici, sia al Mini Moog (Equal Minds, con intrigante chiusura rumoristica) che al Rhodes, con egregi risultati ad esempio in The Self Licking Ice-cream Cone

Il materiale tematico, fin troppo lineare, non riserva particolari sorprese: la sostanza del disco è tutta nelle lunghe e ben riuscite sequenze improvvisative, dove, ben sostenuto dal “marchio di qualità” Levin, appare davvero in gran forma Michel Delville. Prende forma e corpo nei suoi solo un ideale compendio di un Hendrix appena appena “ripulito”, e un di Rypdal poco più sanguigno della norma. Entrambi, del resto, amori dichiarati e fonte di ispirazione per il grande axeman di Liegi.

Un’ora e un quarto che scorre via facile, senza mai pigiare il tasto stop.

1.Double Down 07:36
2.Equal Minds 10:19
3.Sizzurp 10:45
4.Playing Chess With Barney Rubble 09:04
5.The Self Licking Ice-cream Cone 13:08
6.Plutocracy 04:38
7.Agent Orange 09:46
8.Emmetropia 09:00

DOMINIQUE VANTOMME: Fender Rhodes Electric Piano, Piano, Mini Moog, Mellotron
MICHEL DELVILLE: Electric Guitar
TONY LEVIN: Bass Guitar, Chapman Stick
MAXIME LENSSENS: Drums

Freschi di stampa (Ottobre) _ Dewa Budjana – Zentuary

Funambolico chitarrista, ormai annoverabile tra le punte di diamante dell’etichetta di Leo Pavkovic, Deva Budjana realizza un progetto in grande stile, il più ambizioso della sua carriera, con il doppio album

Zentuary

spaziando con la consueta disinvoltura fra l’elettrico e l’acustico, il prog e l’etnico, ormai padrone di una ben definita cifra stilistica. Prestigiose le collaborazioni, in particolare quella di Jack DeJohnette alle bacchette, e dello stickman Tony Levin. E a completare la definitiva prova di maturità, due brani con la CZECH SYMPHONY ORCHESTRA diretta da Michaela Růžičková.