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Freschi di stampa (Maggio) – Tea Time_ D’Agaro/De Mattia/Maier

Per un inconsueto tè delle cinque, niente di meglio che affidarsi alle cure di

Tea Time_ Daniele D’Agaro/Massimo De Mattia/Giovanni Maier

impro radicale dai multiformi gusti (Mint, Cinnamon, Ginger e via dicendo i titoli dei brani): clarinetto e flauto in assoluta libertà, ben sostenuti dal sanguigno lavoro del contrabbasso, a confezionare  un riuscito trialogo.

 

Daniele D’Agaro – Giovanni Maier – Zlatko Kaučič: DISORDER AT THE BORDER

maierPalomar records 50

Già compagni d’avventura in numerose situazioni, il contrabbassista Giovanni Maier e il batterista Zlatko Kaučič sono qui affiancati al talentoso Daniele D’Agaro, musicista duttile come pochi altri e sempre determinante nei contesti in cui mette in gioco le sue ance. Ne risultano sei improvvisazioni che mettono in evidenza una perizia strumentale Continua a leggere Daniele D’Agaro – Giovanni Maier – Zlatko Kaučič: DISORDER AT THE BORDER

Roberto Ottaviano FORGOTTEN MATCHES. THE WORLDS OF STEVE LACY (1934 – 2004)

lacyDodicilune ED334
Un doppio cd (uno in quartetto, l’altro in duo) per ricordare, nel decennale della scomparsa, il musicista statunitense. Un omaggio ad uno dei suoi maestri, forse autentico nume tutelare, che Roberto Ottaviano esplicita calandosi nei timbri, nel fraseggio e negli sviluppi delle composizioni originarie con una mimesi a tratti impressionante.

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Massimo De Mattia Quartet – Hypermodern (2014)

demattiaRRJ 1020 – Rudi Records

Una lunga carriera nel campo dell’improvvisazione, testimoniata da incisioni con etichette dure e pure quali Setola di Maiale e Palomar. Il flautista Massimo De Mattia compendia in questo Hypermodern l’etereo e il solido, spaziando fra tessiture ampie e dilatate Continua a leggere Massimo De Mattia Quartet – Hypermodern (2014)

Roberto Ottaviano: Arcthetics – Soffio primitivo (2013)

index.phpDodicilune ED313 (2013)

http://www.dodiciluneshop.it/

A sei anni di distanza dalla effettiva realizzazione, va alle stampe “Arcthetics – Soffio primitivo”. Lo spunto ispirativo è nelle liriche di Vittorino Curci, a sottolineare la duplicità del sentire sia il sottile legame con la propria terra, che la naturale urgenza alla ricerca del nuovo e della conoscenza. In altre parole, l’attitudine al viaggio, inteso nelle sue molteplici accezioni.

Sostenuto da batteria ed un atipico quartetto d’archi, rafforzato nel registro basso, il soprano di Roberto Ottaviano si staglia con nitidezza, e va a disegnare un percorso sonoro fascinoso ed evocativo, che esplora territori oltremodo diversi: gli opposti limiti si collocano nella libertà improvvisativa di Sospeso tra due solitudini estreme, dove i nuclei tematici sono ridotti all’essenziale, e negli inaspettati spunti melodici che caratterizzano Il confinato, dove la frase diventa cantabile e il ritmo assume cadenze di lenta danza.

Enucleando il brano in coda, rilettura di un tradizionale albanese, Lule t’bukura ka Tirana, unico pezzo non dovuto alla penna di Ottaviano, il disco si sostanzia poi in quattro ulteriori composizioni, quasi una summa delle molteplici esperienze pregresse del musicista barese.

Il canto triste e solenne de Il pane degli addii cede il posto ad un accenno di ostinato ritmico nell’incipit della successiva Crosta bizantina, dove il leader lascia spazio alla fantasia percussiva di Roberto Dani. Il lavoro di Giovanni Maier caratterizza l’andamento oscillante, con frequenti cambi di passo nella ritmica, di Era notte a Sud. Molto bella e godibile l’incalzante Zone di guerra, dove il sax parte mimando in maniera quasi didascalica raffiche di armi da fuoco, per poi sviluppare un solo di rara intensità, a compendio di questo ben riuscito progetto, sempre coerente e ben intellegibile anche nelle sue componenti più cerebrali.

1 – Il pane degli addii

2 – Crosta bizantina

3 – Era notte a sud

4 – Sospeso tra due solitudini estreme

5 – Il confinato

6 – Zone di guerra

7 – Lule t’bukura ka Tirana 

Tutti i brani sono di Roberto Ottaviano tranne 7, tradizionale albanese arrangiato da Roberto Ottaviano

Personnel:

Roberto Ottaviano – sax soprano

Emanuele Parrini – violino

Paolo Botti – viola

Salvatore Maiore – violoncello

Giovanni Maier – contrabbasso

Roberto Dani – batteria