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Giovanni Scasciamacchia Quintet – The Rainbow (2013)

index.phpfo(u)r CO413 – 2013

Un disco rilassato, giocato principalmente su tempi medi (l’introduttiva Geki’s Moment è quasi un paradigma di quello che si va ad ascoltare): il pregio maggiore dell’operazione The Rainbow sta nel piacere puro di suonare che traspare dalla prestazione dei cinque musicisti, che pur tenendosi lontani da percorsi cerebrali o innovativi riescono a non cadere nella routine del classico mainstream. Continua a leggere Giovanni Scasciamacchia Quintet – The Rainbow (2013)

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ZEITGEBER ENSEMBLE – Resalio

152(P) 2013
Dodicilune ED312

Un bel disco ricco di momenti intensi e ispirati, questo Resalio, che vede il sopranista e leader Giacomo Eramo alla guida di un ampio organico dove al fianco di nomi celebri come quelli di Gaetano Partipilo, Achille Succi Alberto Mandarini, si mette in luce un nutrito gruppo di validi outsider: particolarmente incisiva e determinante la vocalità di Cinzia Eramo, ma di grande interesse anche il fantasioso lavoro vibrafonistico e percussivo affidato a Davide Merlino, e gli interventi della sei corde di Andrea Campagnolo.

Varie e di alto livello le fonti di riferimento, spesso esplicitamente dichiarate fin dai titoli (Duke’s Ghost, la swingante e asimmetrica Andrew’s Hill, il succinto omaggio alla musica di Olivier Messiaen della title-track).

Ma il maggior nume tutelare del progetto è senz’altro George Russell, non tanto per la dedica in apertura con una brillante versione di Stratusphunk, quanto per la profonda esplorazione della tecnica compositiva modale, che trova la migliore espressione nella suite Three Modes of Infinity. I tre brani, basati su differenti scale a cui è attribuito un diveso colore, si sviluppano nei primi due episodi in una quieta e ipnotica circolarità di grande effetto, che richiama alla memoria anche alcuni ben riusciti progetti di Paolo Damiani, arricchita da strepitosi assolo come quello di Achille Succi in Phrygian Grey; più vivace e sanguigna invece la terza parte, Mixolydian Red, efficace passerella per gran parte dei solisti.

Fresco e stimolante anche dopo più ascolti, e di questi tempi non capita spesso…

1 – Stratusphunk
2 – Resalio
3 – Duke’s Ghost
4 – Promenade
5 – Be serious, laugh!
6 – Andrew’s hill
Three modes of infinity:
7 – Ionian cyan
8 – Phrygian grey
9 – Mixolydian red
10 – Locrian Fucsia
Giacomo Eramo, soprano sax
Cinzia Eramo, vocals
Michele Gori, flute, bass flute
Gaetano Partipilo, alto sax, soprano sax
Achille Succi, alto sax, bass clarinet, Bb clarinet
Giorgio Distante, trumpet
Alberto Mandarini, flugelhorn, trumpet
Marco Decimo, cello
Andrea Campagnolo, guitar
Dario Trapani, guitar
Davide Merlino, vibes, tablas
Simone Prando, double bass
Riccardo Chiaberta, drums

Roccella Jazz Festival 2013 (2) – Neko / Elina Duni Quartet

Ancora una sede “archeologica” per l’appuntamento di ferragosto del Roccella Jazz 2013. Nella villa Romana di Casignano, a sud di Locri sulla mitica statale 106, il doppio concerto di Neko e Elina Duni Quartet.

Apertura affidata al gruppo guidato dal chitarrista Francesco Diodati:

Foto Anna Clara D'Aponte
Francesco Diodati & Francesco Ponticelli

il set regala le migliori cose in apertura, con una eterea e riuscita improvvisazione, e nella conclusiva, frizzante versione della monkiana Brilliant corner. Per il resto, repertorio proveniente dalle due prove discografiche a sigla Neko: la musica stenta a decollare, nonostante la presenza di un sassofonista di elevata caratura quale è Gaetano Partipilo, vista la prestazione non esaltante della sezione ritmica, affidata a Ermanno Baron e Francesco Ponticelli.

Foto Anna Clara D'Aponte
Gaetano Partipilo


Foto Anna Clara D'Aponte
Diodati, Ponticelli & E. Baron

A seguire, Elina Duni Quartet:

Foto Anna Clara D'Aponte
           Elina Duni    

la vocalist di origini albanesi ma residente in Svizzera dà luogo ad una esibizione dai toni prevalentemente tenui, senz’altro impeccabile dal punto di vista tecnico e formale, che risente però della evidente impronta del produttore Manfred Eicher. La Duni è infatti fresca di incisione dell’album di debutto per la ECM (Matane Malit), e anche in questo caso il marchio di fabbrica dell’etichetta di tedesca si sente eccome, con i pregi qualitativi e i difetti di omologazione di cui si è parlato fin troppo spesso. Repertorio di tradizionali albanesi arrangiati dalla leader, ben affiancata dagli stessi componenti che hanno partecipato all’incisione discografica: leggera e discreta la sezione ritmica con Norbert Pfammater e Patrice Moret,

Foto Anna Clara D'Aponte
Patrice Moret & Norbert Pfammater

rispettivamente batteria e contrabbasso, fondamentale l’apporto del pianista Colin Vallon, che più volte modifica i timbri del suo strumento con minime preparazioni o agendo sulle corde, a simulare le sonorità tradizionali balcaniche. Positiva la risposta del pubblico.

Foto di Anna Clara D’Aponte