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PAKT

MJR 116

Nelle più recenti uscite del catalogo Moonjune, una scelta espressiva sempre più frequente è la pratica dell’improvvisazione. In questo PAKT, doppio album registrato nell’Agosto 2020, la scelta in tal senso è radicale. Due lunghe suite in presa diretta dal vivo allo Shapeshifter Lab. in NYC, ognuna poco sopra i 50 minuti, interamente improvvisate dal gruppo formato dal veterano Percy Jones, (a metà anni ’70 bassista degli eccellenti Brand X), affiancato dai chitarristi Alex Skolnick e Tim Motzer, con la batteria affidata a Kenny Grohowsky.

La sintonia fra i quattro è a buoni livelli, il percorso sonoro è ben leggibile, con lunghi spunti dove si alternano solo chitarristici ad alto tasso di intensità, che costituiscono la principale essenza di questo lavoro. La musica scorre fluida, con un inconfondibile impronta progressive, ben sostenuta ritmicamente da groove trovati lì all’istante, spesso dettati dal basso. Più rare le fasi in cui il gruppo appare più cauto, assorto nel suono in quanto tale, prima di addentrarsi nella successiva scorribanda.

Per la sua intrinseca natura, più che descritto o analizzato tecnicamente, un disco così strutturato va approcciato in maniera istintiva, senza particolari filtri. Il risultato sarà un ascolto interessante, mutevole e assolutamente godibile.

PERCY JONES – bass guitar
ALEX SKOLNICK – guitar
KENNY GROHOWSKI – drums
TIM MOTZER – guitars, electronics
1. Emergence
2. Over Strange Lands
3. The Mystery
4. The Unsilence
5. Brothers Of Energy
6. Perseverance
7. The Sacred Ladder
8. Drifts & Alignments
9. Nigh Crossings
10. The Great Spirit
11. Departure Sanctuary
12. Cosmic Fire
Recorded live at the ShapeShifter Lab, Brooklyn, NY, August 15, 2020, during the lockdown.
Mixed and mastered by Benjamin Schäfer and Markus Reuter. Mastered by Fabio Trentini and Markus Reuter.
Produced by PAKT and Leonardo Pavkovic.
Executive production by Leonardo Pavkovic.

 

Live – Gianluca Petrella & Pasquale Mirra _ Padula 27 agosto 2021

Nell’ambito del jazz festival DOUBLE SKY, doppio appuntamento per la serata conclusiva. In apertura, l’atipico duo formato dal trombonista Gianluca Petrella e dal vibrafonista percussionista Pasquale Mirra. Il materiale presentato è tratto dal recente lavoro discografico Correspondance. Il set, già rodato da numerose esibizioni precedenti, fila via intenso e scorrevole, forse ancora più coinvolgente rispetto alla prova in studio, dove numerose sono le collaborazioni di altri musicisti. La formazione in duo “puro” permette di certo maggiore libertà espressiva e improvvisativa, agevolata dal sapiente uso di elettronica e loop da parte di entrambi. Petrella è il solito mostro di intensità, intonazione e gusto, sempre in giusto equilibrio tra invenzione e suono più sostanziale e terragno. Ben sostenute dal lavoro percussivo di Mirra, le trame sonore spaziano fra l’Africa e il camerismo colto, fra l’immersione ipnotica nel suono puro e il riff che smuove il piede e la testa dell’ascoltatore. Un set conciso e riuscito, molto apprezzato dal pubbico presente.

Dewa Budjana – Naurora

MJR 115

Pur trovandosi nella intrinseca difficoltà di produrre da remoto, in quanto artista abituato a registrare live in studio con i musicisti, l’axeman indonesiano Dewa Budjana riesce a scavalcare le frontiere e i limiti fisici imposti dalla pandemia, confezionando un prodotto brillante e fresco.

I solo del leader sono a tratti memorabili, bilanciati al meglio fra tecnica e ispirazione, e misurati anche nella durata; e invero fenomenale è anche l’astro nascente Mateus Asato, a cui è affidato il solo in Swarna Jinga.

La pacata ballad Kmalasana , perfetto esempio di mix fra asian music e prog-fusion nello svolgimento tematico , evolve poi con un clamoroso omaggio a David Gilmour nella parte centrale.

Sabana Shanti è caratterizzata dall’elegante intervento al sax soprano del sempre grande Paul McCandless, al quale è giustamente concesso ampio spazio, sia nello sviluppo del tema che del successivo solo, al quale segue un efficacissimo intervento pianistico di Joey Alexander.

Oltre ai già citati ospiti “eccellenti”, opportuno citare anche la presenza di altre prestigiose firme, come quella del pianista Gary Husband e dei drummers Dave Weckl e Simon Philips, sempre efficacissimi nei loro break percussivi.

Naurora; Swarna Jinga; Kmalasana; Sabana Shanti; Blue Mansion

Dewa Budjana guitar, soundscapes, all composition

Simon Phillips and Dave Weckl drums;

Carlitos Del Puerto, Jimmy Johnson and Ben Williams bass & upright bass;

Gary Husband and Joey Alexander piano;

Paul McCandless soprano sax;

Mateus Asato guitar solo on Swarna Jingga.

Recorded remotely during the pandemic in 2020 and 2021

MILA OGLIASTRO – THE WISTERIA SUITES (2021)

Koinè KNE030

The Wisteria Suite è l’esordio discografico della vocalist Mila Ogliastro. Il disco è equamente suddiviso dalla leader fra proprie composizioni e canzoni pescate dal repertorio pop. Gli originali sono di buona fattura, Mila mostra positiva attitudine sia nella scrittura “classica” di Waltz Me To The Moon, o della ballad Wisteria (dove la bella interpretazione richiama alla mente la grande Sheila Jordan), che nelle pagine di impronta più moderna come la opening track 7 Meters Tall. Nel secondo blocco troviamo poi brani assai noti, come Message in the Bottle, Move Over, We Will Rock You ai quali viene conferito adeguato e necessario arricchimento sul piano armonico (anche qui gli arrangiamenti sono ascritti alla cantante genovese), con il determinante apporto dell’eccellente veterano Andrea Pozza, pianista assai versatile e pienamente in the groove nella circostanza, che con i suoi assolo intensi e misurati caratterizza ognuno dei brani nel segno di un mainstream accattivante ma non scontato.

La performance canora fornisce belle sfumature, in particolare nei brani più malinconici (‘Na Stella, Prima). Un fresco e promettente esordio, in attesa di nuove prove che matureranno ulteriormente le già valide capacità espressive.

1 – 7 Meters Tall
2 – Waltz Me To The Moon
3 – Message In A Bottle
4 – Wisteria
5 – Move Over
6 – ‘Na Stella
7 – Come Together
8 – Prima
9 – We Will Rock You
10 – The Consequences of Love

All compositons by Mila Ogliastro except 3 by Sting, 5 by Janis Joplin, 6 by Fausto Mesolella, 7 by John Lennon, Paul McCartney, 9 by Brian May

Personnel

Mila Ogliastro – vocals, arrangements, piano (10)
Andrea Pozza – piano
Nicola Bruno – electric bass
Giorgio Griffa – drums

Dennis Rea – Giant Steppes (2021)

MJR 109

Già protagonista in numerose incisioni dell’etichetta Moonjune, in gruppi diversi quali Moraine, Iron Kim Style, Zhongyu,  il chitarrista Dennis Rea propone qui un compendio di quella che da una decina di anni è la sua principale fonte di ispirazione artistica e di vita, ovvero l’esplorazione della musica e dei territori dell’Asia Centrale.

Il disco è accompagnato infatti anche da un ebook gratuitamente disponibile http://blueearbooks.com/books/tuva-and-busted/ , incisivo racconto di un’esperienza che, come si diceva, trascende il mero evento musicale per diventare essenza e spiritualità, sostanza dell’esistenza.

Nei 4 lunghi brani che compongono il disco, vengono rielaborati materiali della tradizione Russa e di Tuva, interpolando al canto di gola e ai tipici melismi asiatici sonorità rock e landscape sonori, heavy prog e registrazioni sul campo. Ne viene fuori un felice risultato, ricco di momenti intensi sia nelle fasi più semplici ed essenziali dei riff pentatonici, che negli sviluppi più astratti e vicini alle radici da cui questo viaggio sonoro prende vigore, producendo un’espressione musicale rinnovata e rispettosa nel contempo.

Si apre con Live at Gaochang che dall’iniziale impronta jazzistica dei sax di Dick Valentine evolve nel canto terragno e antico del didgeridoo di Stuart Dempster (che ricordiamo già sodale della grande Pauline Oliveros). Il materiale tematico tradizionale, affidato prevalentemente alla chitarra del leader e al controcanto dei sax, incede con ritmo inizialmente lento, scandito dalle percussioni di Don Berman e arricchito da scarni echi di coloriture elettroniche, per poi concludere in progressivo crescendo.

Altai By and By colpisce subito con la meravigliosa vocalità di Juliana e PAVA, ensemble vocale di musica folklorica Russa che qui è principale protagonista, con le chitarre del leader che si insinuano aggiungendo intensità alla già eccellente sostanza della materia musicale di base. Di grande impatto emotivo.

Si continua con la cavernosa voce del cantante Albert Kuvezin ad aprire Wind of the World Nest, scanzonata composizione in stile tuvano di Dennis Rea. Un piacevole intermezzo rock, più occidente che oriente, che chiude con lo spettacolare intervento di gola del vocalist.

E infine The Fellowship of Tsering, che mescola il sapore di un’ingenua suite in stile prog primi anni ’70 agli ostinati e oscuri richiami sonori dell’elettronica di Steve Fisk, sviluppandosi in puro ritmo e rumore intorno alla metà dei 14′ totali, con il profondo canto di gola di Kuvezin ancora protagonista, per poi avviarsi alla conclusione in maniera più conciliante e tonale, chiudendo il cerchio con lo stesso materiale usato in apertura del brano.

Fra le migliori uscite del 2021, al momento. Recommended record.

1. Live at Gaochang (Uyghur traditional, arr. Dennis Rea) 16:39
Dennis Rea (electric, resonator, and ‘Mellotron’ guitars)
Dick Valentine (alto and sopranino saxophones)
Greg Kelley (trumpet)
Stuart Dempster (didgeridoo)
Greg Campbell (electric French horn)
Don Berman (drums, percussion)
Sources: “Yaru, “Morning,” and “Ejem,” from the 1980s collection Uyghur Music of Xinjiang.

2. Altai By and By (Russian traditional, arranged by Juliana Svetlitchnaia / Dennis Rea) 08:46
Dennis Rea (electric guitar)
Juliana & PAVA (vocals and hurdy-gurdy)
Sources: “I Was Angry” and “My Dear Bridesmaids,” two Russian songs from Altai Krai in the heart of Russian Central Asia, as arranged by the Seattle-based Russian folkloric vocal ensemble Juliana and PAVA (www.ethnorussia.com/pava.htm).

3. Wind of the World’s Nest (Dennis Rea / Tuvan traditional; lyrics: Galsan Tschinag) 09:56
Dennis Rea (electric guitar, ‘throat guitar’)
Albert Kuvezin (voice)
Dick Valentine (alto saxophone, flute)
Wadim Dicke (electric fretted and fretless basses)
Brian Oppel (drums)
Source: Contains a fragment of the Tuvan traditional song “Baezhin” but otherwise is original music in a Tuvan vein by Dennis Rea.

4. The Fellowship of Tsering (Jampa Tsering, arranged by Dennis Rea) 14:07
Dennis Rea (electric and organ guitars, kalimba)
Greg Powers (dungchen horn)
Albert Kuvezin (vocal)
Dick Valentine (flute)
WadimDicke(electric bass)
Steve Fisk (keyboards, sounds rhythms, creative processing)
Daniel Zongrone (drums, percussion)
Tibetan prayer flag and prayer wheel field recordings courtesy of Avosound.