Pete Oxley and Nicolas Meier: Chasing Tales (2015)

Cover-Chasing-TalesMGP cd 016

Formazione impegnativa come poche altre, il guitar duo (o trio) “in purezza” è stato affrontato in passato con buoni esiti solo da maestri di assoluto valore per tecnica, gusto e capacità espressive: più che alle un po’ scontate citazioni delle celebri prove fornite da McLaughlin, Di Meola e de Lucìa, la mente va, ad esempio, a Jim Hall & Pat Metheny o ancora, più indietro di una ventina d’anni, a Larry Coryell & Philip Catherine, protagonisti nel 1978 di una eccellente e poco conosciuta prova discografica (Splendid, nomen omen). E proprio a quella capacità di mantenere l’equilibrio sottile e delicato fra il necessario virtuosismo e l’intensità emotiva si può senz’altro ascrivere questo Chasing Tales, fresco e arioso risultato dell’ormai consolidato amalgama fra Nicolas Meier e Pete Oxley. I due avevano infatti già incrociato i plettri nel 2012, con la registrazione del live Travels to the West.

A distanza di tre anni, il secondo capitolo si svolge stavolta in studio: viene giocata opportunamente la carta delle sovraincisioni, l’arsenale timbrico di base è ampliato con l’uso di fretless, steel, glissentar e baglama. L’andamento è fluido e rilassato, si predilige il tempo medio o la ballad (Looking West, la malinconica Tales, Serene) il ritmo è sempre presente ma sotteso allo sviluppo armonico e soprattutto alla sequenza dei solo, coerenti e dettagliati, studiati nel minimo particolare e al tempo stesso esenti da schematismo e maniera, muscolari solo in caso di necessità (Breezin’ On).

Ne risulta un repertorio che alterna echi di classicità, nell’uso frequente degli arpeggi e delle corde di nylon, ed episodi ascrivibili a sonorità e stilemi più strettamente jazzistici (la leggiadra Bluster), o anche a richiami etnici, esemplificati dai sapori nordafricano e mediorientale dei solo di Nicolas in Riversides e Uzun Ince…; non manca il tropicalismo (Chasing Kites) e, sparse qui e là, scelte timbriche che suonano quali piccoli omaggi ad altri maestri dello strumento, come il già citato Metheny, in The Bridge. Nell’insieme, una autentica chicca per gli appassionati e praticanti della sei corde, e nel contempo un ascolto godibile in assoluto, a prescindere dalla eventuale predilezione per uno specifico strumento. Recommended record.

Pete Oxley: jazz guitar, nylon string guitar, nylon 12-string guitar, electric 12-string guitar, slide guitar, guitar synthesizer.

Nicolas Meier: nylon string guitar, steel guitar, acoustic 12-string guitar, glissentar, fretless steel string guitar, fretless nylon string guitar, baglama.

The Followers; Looking West; Tales; The Bridge; Serene; Chasing Kites; Riversides; Compass Points; Breezin’ On; Libra; Bluster; Uzun Ince Bir Yoldayim.

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