Tesla Manaf – Tesla Manaf (2015)

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Una brevissima title track apre A Man Relationship With His Fragile Area, il primo dei due album qui presentati da Tesla Manaf: fresco e brillante, il conciso duetto voce femminile (parlata) e chitarra richiama immediatamente alla memoria l’assunto che fu alla base del’importante “Le trésor de la langue”, lavoro nel quale (un quarto di secolo fa, all’incirca) René Lussier usava le inflessioni e cadenze linguistiche quale materia prima da cui costruire musica strumentale. Ancora un andamento febbrile e rapidamente risolto per la successiva Necrophilia, con l’ingresso degli altri tre membri del quartetto nel quale spiccano i fiati di Hulhul, che disegna trame nitide al clarinetto e al flauto in un percorso sonoro che, senza essere mai delineato in successioni canoniche di tema, sviluppo, assolo 1, 2 ecc. mostra nei migliori episodi del suo svolgimento una struttura chiara, controllata nella forma ma al tempo stesso vitale, innervata da figurazioni ritmiche ossimoricamente ostinate e variabili, da fraseggi intricati in stile RIO e fasi più meditative e ariose in buona alternanza. Poco determinanti (ed è un bene) le influenze etniche, appena avvertibili a tratti, come in Early Years.

Risalente al 2011 è invece il secondo lavoro, dove l’organico è più che raddoppiato grazie alla presenza dell’ensemble di percussioni balinesi Mahagotra Ganesha. Diviso in sei parti omonime, It’s All Yours è più orientato verso una raffinata fusion di stampo mainstream, con il virtuosismo del leader e le coloriture metalliche degli strumenti ritmici in evidenza: esemplificativa in tal senso l’alternanza delle due componenti nel fast tempo Part 4. Suggestiva e ben riuscita anche la ballad Part 2, con toccante bass solo di Gega Nesywara, che pone un sigillo determinante anche nella conclusiva, a tratti solenne, Part 6. Anche in questo caso un ascolto piacevole, timbricamente ricco, anche se a minor tasso di rischio rispetto all’album che apre il disco, nel quale gioca un ruolo evidente la maturazione e l’evoluzione apportata da tre anni di esperienza in più.

TESLA MANAF: guitar, all compositions and arrangements
RUDY ZULKARNAEN: upright bass (Tracks 1-8)
HULHUL: clarinet, trompet pencak, Indonesian flute (Tracks 1-8)
DESAL SEMBADA: drums (Tracks 1-8)
GEGA MESYWARA: upright bass (Tracks 9-14)
YD NAFIS: keyboards, synth (Tracks 9-14)
DANI IRJAYANA: drums (Tracks 9-14)
MUMU: soprano sax, flute (Tracks 9-14)
ZAKY: vocal
ADRIAN FIRDAUS: gangsa (Tracks 9-14)
DEWA MADE PREMANA: gangsa (Tracks 9-14)
WILLIAM TEH PUTRA: kantil (Tracks 9-14)
WISNU PRAMADI: kantil (Tracks 9-14)
GEDE DARMA RAHARJA: jublag, gong, kempluk (Tracks 9-14)
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