Archivio mensile:novembre 2013

simakDialog – “The 6th story”

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Ideale chiusura della terna indonesiana iniziata con le due più recenti recensioni, (ultima e penultima) “The 6th story” di simakDialog è un ibrido introverso e a tratti affascinante, che fonde in eleganti sonorità l’occidente, qui rappresentato del Fender Rhodes, strumento principale utilizzato dal leader Riza Arshad, e dalla chitarra elettrica del virtuoso Tohpati, con una composita sezione ritmica di stampo orientale, che vede all’opera tre percussionisti impegnati al kendang, strumento tipico dello stile gamelan Sundanese, e a varie percussioni metalliche.

Ne risulta una miscela sonora che talvolta sembra procedere su strade parallele, piuttosto che integrarsi appieno, dando la sensazione complessiva di un lieve straniamento che oscilla, fra tempi in continuo mutamento, alle soglie del caos (la breve Harmologic ne rappresenta un perfetto esempio), altrove trova invece linearità e strutture melodiche più intellegibili, come nella quasi-ballad What Would I Say e nel fraseggiare solenne della successiva For Once and Never.

Un ascolto non immediato, quindi, ma testimonianza di un sano spirito di avventura che cerca di andare oltre le facili strade del virtuosismo spettacolare, che pure sarebbe nelle corde tecniche dei musicisti, per concentrarsi sulla ricerca di una rilettura originale delle numerose influenze jazz-rock e prog che comunque traspaiono in controluce. Operazione coraggiosa, che al di là degli esiti disuguali nell’ambito dell’ora di durata, risulta senz’altro stimolante e degna di adeguata attenzione.

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I Know You Well Miss Clara – Chapter One

Il filone indonesiano che la Moonjune esplora con continuità da alcuni anni si arricchisce di nuovi protagonisti, con gli I Know You Well Miss ClaraSiamo nei territori classici dell’etichetta di Pavkovic, i ragazzi sono epigoni del Prog anni ’70, e consegnano un lavoro canterburyano nell’essenza, che nella spontaneità ancora acerba ha il suo tratto caratteristico, concretizzata nella coraggiosa scelta di registrare il tutto in sole 18 ore. L’iniziale Open The Door… è raffinata nel tocco delle tastiere e nel vivace svolgimento del solo chitarristico, Reverie #2 vira verso i percorsi più robusti dei brillanti Focus di Jan Akkerman, e alternando composizione e improvvisazione (dove si evidenzia come è ovvio qualche limite), il disco prosegue fino alle conclusive Dangerous Kitchen A Dancing Girl From…., che fra cadenze parajazzistiche, poliritmi e omaggi a McLaughlin concentrano forse gli spunti migliori. Per essere un “Chapter One”, un prodotto senz’altro interessante.

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Dusan Jevtovic – Am I walking Wrong? / Dewa Budjana – Joged Kahyangan

Un finale di 2013 ricco di novità discografiche per l’etichetta di Leo Pavkovic. Sulla scia dei numerosi power trio pubblicati di recente si colloca “Am I walking Wrong?”, opera del chitarrista serbo Dusan Jevtovic.  cover_300p-wideUn calderone ribollente di varie influenze, vagamente frippiano nella spigolosità dei temi ma robusto e godibile nello svolgimento dei solo, declamati con chiarezza di idee anche nei momenti più ricchi di effettistica. Menzione speciale per la poliritmica Drummer’s Dance, che mette in luce ovviamente il valido batterista Marko Djordjevic, e a seguire molto buona anche l’insinuante One on One, con una frase spezzettata che suona come richiamo-omaggio alla hendrixiana Woodoo Chile.

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Ancora un leader chitarrista, ma atmosfere assai diverse, per “Joged Kahyangan”, con Dewa Budjana alla guida di un quintetto prestigioso, nel quale i compagni di viaggio influenzano in maniera determinante le scelte stilistiche. Il disco si concretizza infatti in una fusion magistrale e raffinata, come è abbastanza scontato aspettarsi da rodati maestri del genere come Larry Goldings, Bob Mintzer Peter Erskine, dove la tipica angolosità della sei corde del leader indonesiano viene ampiamente smussata, confezionando quindi una produzione insolita nel catalogo Moonjune, assolutamente impeccabile e scorrevole ma nel contempo compressa nell’energia, quasi come congelata nell’eleganza delle sue linee. Il disco è reperibile anche in formato vinilico, edizione limitata a 500 copie.

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