Roberto Ottaviano: Arcthetics – Soffio primitivo (2013)

index.phpDodicilune ED313 (2013)

http://www.dodiciluneshop.it/

A sei anni di distanza dalla effettiva realizzazione, va alle stampe “Arcthetics – Soffio primitivo”. Lo spunto ispirativo è nelle liriche di Vittorino Curci, a sottolineare la duplicità del sentire sia il sottile legame con la propria terra, che la naturale urgenza alla ricerca del nuovo e della conoscenza. In altre parole, l’attitudine al viaggio, inteso nelle sue molteplici accezioni.

Sostenuto da batteria ed un atipico quartetto d’archi, rafforzato nel registro basso, il soprano di Roberto Ottaviano si staglia con nitidezza, e va a disegnare un percorso sonoro fascinoso ed evocativo, che esplora territori oltremodo diversi: gli opposti limiti si collocano nella libertà improvvisativa di Sospeso tra due solitudini estreme, dove i nuclei tematici sono ridotti all’essenziale, e negli inaspettati spunti melodici che caratterizzano Il confinato, dove la frase diventa cantabile e il ritmo assume cadenze di lenta danza.

Enucleando il brano in coda, rilettura di un tradizionale albanese, Lule t’bukura ka Tirana, unico pezzo non dovuto alla penna di Ottaviano, il disco si sostanzia poi in quattro ulteriori composizioni, quasi una summa delle molteplici esperienze pregresse del musicista barese.

Il canto triste e solenne de Il pane degli addii cede il posto ad un accenno di ostinato ritmico nell’incipit della successiva Crosta bizantina, dove il leader lascia spazio alla fantasia percussiva di Roberto Dani. Il lavoro di Giovanni Maier caratterizza l’andamento oscillante, con frequenti cambi di passo nella ritmica, di Era notte a Sud. Molto bella e godibile l’incalzante Zone di guerra, dove il sax parte mimando in maniera quasi didascalica raffiche di armi da fuoco, per poi sviluppare un solo di rara intensità, a compendio di questo ben riuscito progetto, sempre coerente e ben intellegibile anche nelle sue componenti più cerebrali.

1 – Il pane degli addii

2 – Crosta bizantina

3 – Era notte a sud

4 – Sospeso tra due solitudini estreme

5 – Il confinato

6 – Zone di guerra

7 – Lule t’bukura ka Tirana 

Tutti i brani sono di Roberto Ottaviano tranne 7, tradizionale albanese arrangiato da Roberto Ottaviano

Personnel:

Roberto Ottaviano – sax soprano

Emanuele Parrini – violino

Paolo Botti – viola

Salvatore Maiore – violoncello

Giovanni Maier – contrabbasso

Roberto Dani – batteria

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...