Archivio mensile:gennaio 2013

douBt – Mercy, Pity, Peace and Love

Dopo l’impressionante “Never Pet a Burning Dog,” già recensito qui, douBt ritorna con un nuovo album. Il trio appare, come è ovvio, ancor più amalgamato e telepatico rispetto al già ottimo esordio. Si avverte un maggior lavoro sulle strutture tematiche e armoniche, con un risultato che pur mantenendo un’alto tasso di libertà espressiva, si orienta solidamente verso i territori jazz-rock e progressive. Appare in grande forma Michel Delville, che disegna con grande efficacia e ispirazione le trame dei suoi spazi solistici, fornendo in più di un’occasione spunti davvero pregevoli e coinvolgenti,  come in Jalal e nella cover di Purple Haze; fondamentale anche il suo contributo compositivo, con la migliore espressione nel gioiellino The Invitation, rilassata ballad dall’andamento sincopato ed elegante.

Bella anche  No More Quarrel With The Devil, sempre dalla penna del chitarrista belga, con un’apertura in stile Black Sabbath e una parte centrale che richiama i timbri cari a Mike Ratledge. Pur se ridotta, non manca la componente più strettamente jazzistica e free, che prende il sopravvento in Rising Upon Clouds, The Human Abstract e nella seconda metà della lunga title-track, altro brano dalla struttura bifronte, caratterizzato nella prima parte da una solenne intro dove le tastiere di Alex Maguire si pongono in chiara evidenza.

A dare corpo e sostanza al tutto, ancora una prova di notevole caratura da parte di Tony Bianco, possente nel garantire il sostegno ritmico e al tempo stesso sciolto e fantasioso, elemento portante di questo atipico e brillante trio, che lascia prevedere sviluppi di grande interesse nel caso si consolidi come gruppo stabile.

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MJR 049 – 2012

Line up:

ALEX MAGUIRE: keyboards
MICHEL DELVILLE: guitar, Roland GR09, samples
TONY BIANCO: drums, sequencer
Track listing:
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Marco Giaccaria – Solo Un Flauto, Ma Non Solo

Venti brani, per la maggior parte brevi, frutto di improvvisazioni registrate in 4 diversi luoghi. Ancora una volta nessuna concessione a strade facili, il timbro unico del flauto a tracciare un percorso intenso e quieto, fatto di sensazioni sottili. Soli ed episodici suoni a sostegno, acqua, insetti o uccelli (questi ultimi a volta veri e propri coprotagonisti, come in Taverno III), a completare un quadro sonoro a tinte tenui; è un disco fatto di soffio e respiro, non solo nell’ovvio significato tecnico, ma nell’accezione più ampia di un’esplorazione profonda e primitiva del fare musica, in cerca di un’ecologia del suono e dell’ascolto.
La sensazione complessiva è di tempo dilatato, anche quando il fraseggio si infittisce. La solida preparazione tecnica non cede mai il passo all’accademia (solo qualche eco, forse inconscio, di Debussy in Ondo VIII e IX), ma resta mero strumento per veicolare le emozioni.
E’ un oggetto sonoro introverso, di spessore notevole, che non si lascia catturare con facilità ma richiede più ascolti per essere apprezzato in pieno. Ottimo.

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Musica Mancina, 2012 – MGCD59

  • 01. Ondo I 0:54
  • 02. Ondo II 1:36
  • 03. Taverno I 1:49
  • 04. Taverno II 3:58
  • 05. Taverno III 4:11
  • 06. Ondo III 2:11
  • 07. Ondo IV 2:41
  • 08. Ondo V 1:49
  • 09. Kelo I – Sharadhun 1:48
  • 10. Kelo II 3:44
  • 11. Kelo III 2:51
  • 12. Ondo VI 1:14
  • 13. Ondo VII 1:08
  • 14. Ondo VIII 1:03
  • 15. Ondo IX 0:53
  • 16. Ondo X – Sharadhun 2:21
  • 17. Ondo XI – Sharadhun 2:12
  • 18. Ondo XII 0:41
  • 19. Lesivejo I – Melodia 3:44
  • 20. Lesivejo II 4:43

Marco Giaccaria: improvisations on flute, environmental recordings and photos.
Recorded between April and December 2012 in Porquerolles, Torino, Piossasco and Cumiana.

http://www.cdbaby.com/cd/marcogiaccaria

http://www.marcogiaccaria.it

Yagull-Films / Ligro-Dictionary 2

Yagull – Films

Semplice e intimo, suonato in punta di dita dal chitarrista Sasha Marcovic, leader del progetto Yagull, Films è un disco dall’impianto folk-acustico, che dopo un positivo e promettente avvio (Dark, con il delicato e incisivo cello di Sonia Choi in evidenza) svolge una trama sottile e fin troppo consonante per buona parte del minutaggio, senza correre rischi di alcun tipo. Solo nel finale (Distance) la spinta percussiva di Josh Margolis fornisce un tocco di salutare energia ad un repertorio che, per il resto, è consigliabile solo a chi ama gli ascolti rilassanti e senza sorprese

Immagine  Zozemusic/distributed by MoonJune

zm 12001 – http://www.yagull.com http://www.moonjune.com

Ligro – Dictionary 2

All’estremità opposta dello spettro, trabocca di vitalità Dictionary 2, prima uscita internazionale del power trio indonesiano Ligro, guidato dallo spettacolare chitarrista Agam Hamzah, ben coadiuvato dal preciso sostegno del basso di Adi Darmawan e dal fantasioso drumming di Gusti Hendi .

Il territorio esplorato è il filone jazz-rock che fa riferimento alle sonorità Mahavishnu Orchestra, più volte echeggiata quasi a mò di omaggio, sia per le scelte timbriche di alcuni solo che a livello compositivo, come nella progressione armonica di Future o nella eccellente Etude Indienne. La stessa Miles Away, con il suo andamento stoppato e funky, ci sembra far riferimento in egual misura al trombettista e al McLaughlin di Extrapolation.

Il disco è ricco di spunti di grande intensità, al limite della perdita di controllo, (la seconda parte di Stravinsky, ad esempio), ma non mancano fasi dove si tira il fiato per riprendere slancio, in un positivo equilibrio che determina un prodotto complessivo di buon livello, con un creativo finale “caos calmo” nella conclusiva Transparansi, brano che ben rappresenta l’attitudine alla lucida follia identificata dal nome del gruppo anagrammato (ogril, in indonesiano Bahasa).

ligro

MoonJune Records

MJR 047

LINE UP:
Adi Darmawan – bass guitar
Agam Hamzah – guitar
Gusti Hendi – drums, percussion