Archivio mensile:aprile 2010

Marco Giaccaria – Sussurro e Fragore / Musica Mantecata

Pluristrumentista dalla solida preparazione accademica, da sempre affiancata ad un indomito spirito di ricerca, Marco Giaccaria si presenta con due nuovi lavori che costituiscono, in qualche misura, una vera e propria summa dei molteplici percorsi sonori intrapresi e battuti in 25 anni di carriera (l’esordio in vinile, Folkestralia, è datato 1986).

Poliedrico negli interessi e rigoroso nelle (invero assai diverse) produzioni, il nostro ha spaziato dal folk italiano e irlandese a materiali di impronta rigorosamente classica, dal progressive alle musiche innovative, dall’elettronica alle collaborazioni para-jazzistiche, mantenendo sempre una fresca vena comunicativa al di là della maggiore o minore cerebralità delle proposte.

Sussurro e Fragore (2009), è un godibile raccolta nella quale, in totale solitudine, Giaccaria rende omaggio a gran parte delle sue fonti d’ispirazione, dall’Irlanda all’India passando per i Balcani, il blues e l’improvvisazione, destreggiandosi con una quantità davvero notevole di flauti (strumento d’elezione), plettri, violini, suoni computerizzati. Un ascolto assai scorrevole, con il picco di intensità nella lunga suite finale […] e Fragore, che viene poi sviluppata nella sua pienezza nel successivo lavoro.

Musica mantecata – volume 2 (2010) mette infatti a fuoco aspetti più sperimentali ed esplorativi. Un lungo, unico tappeto di suoni elettronici, un muro compatto, poco penetrabile, dall’incedere lento e ipnotico. 57′ circa di quieta trance meditativa, con intensa progressione in basse frequenze (intorno ai 33′ circa) ad introdurre una pulsante e ritmica conclusione, con percussioni sintetiche a sostegno in buona evidenza.

Last but not least, entrambi i CD sono liberamente scaricabili, con licenza Creative Commons, (gradita eventuale donazione volontaria). Qui il primo e qui il secondo, entrambi in formato flac, per cui anche la qualità del suono è ai massimi livelli.

Altre notizie e materiali sonori sono reperibil sul blog di Marco Giaccaria, e sul sito di Musica Mancina.

Alfonso Tregua

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INTERLACE

Interlace è una rassegna di concerti di musica improvvisata, con base a Londra, che garantisce in media 3 o 4 appuntamenti all’anno. L’ingresso è su libera donazione, in questa pagina le ultime date riguardanti il 2010.

Attiva dal 2002, la serie di eventi è organizzata da Sebastian Lexer : oltre a lui, fra gli artisti coinvolti figure fondamentali della scena quali John Tilbury, Eddie Prevost, John Edwards, Mark Sanders, John Butcher, David Toop, Steve Beresford…..

E’ a disposizione qui una ricca selezione da vari concerti, liberamente scaricabile in mp3, sotto licenza Creative Commons.

Insubordinations netlabel

Una netlabel (raggiungibile qui) con un ricco catalogo, al momento 33 uscite, dedicate a musiche improvvisate (free jazz, elettroacustica, sperimentazioni di vario tipo)

Tutti i materiali sono disponibili per il free download “copy, share, burn, P2P, offer, thank you for that”, con la sola avvertenza “but please keep the whole record complete with all its elements”.

Fra i gruppi coinvolti, segnaliamo Le GGRIL, con lo straordinario sassofonista quebecoise Jean Derome, e l’ottimo large ensemble Hocus Pocus Improvisers Orchestra (25 elementi) ideato e diretto dal pianista Gianni Lenoci.

douBt – never pet a burning dog

never petMJR 032 (2010)

Non tragga in inganno il delicato avvio (Corale di San Luca) in puro Canterbury-style, con l’ospite Richard Sinclair a vocalizzare alla maniera di Robert Wyatt: i tre minuti in questione sono un mero trampolino di lancio per le incisive ed aspre timbriche della chitarra di Michel Delville e del Rhodes di Alex Maguire, che nei  successivi Laughter e Over Birkerot (efficace ripresa di un brano del grande Terje Rypdal) vanno a delineare un paesaggio sonoro assai denso, con volumi al limite della saturazione in stile hard rock, in un contesto che però, musicalmente, rivela più l’attitudine all’inventiva libera e furiosa che fu del free-jazz anni ’60.

Buon esempio in merito è Sea, ad alto tasso improvvisativo, che mette in luce il poderoso drumming di Tony Bianco (che dei tre ha un’estrazione più puramente jazzistica).

Si tira il fiato per qualche istante con Passing Cloud, elegante intermezzo con lo “stiloso” Sinclair impegnato nella classica forma canzone, per poi riprendere, fino alla fine, a seguire un lavico ed emotivo fiume di suoni amplificati, distorti,  febbrili, potenti e liberi, che nella conclusiva Beppe’s Shelter raggiungono l’apice, a compendio di un lavoro impressionante per l’energia che trapela intatta dai solchi del CD, conferendo all’ascolto un’intensità simile a quella di un concerto live.

Alex Maguire (piano elettrico Fender Rhodes, organo Hammond, Mellotron, synth); Michel Delville (chitarra elettrica, Roland GR-09); Tony Bianco (batteria); Richard Sinclair (basso in 1,2 e voce in 1,5)

01. Corale Di San Luca

02. Laughter

03. Over Birkerot

04. Sea

05.Passing Cloud

06. Cosmic Surgery

07. Aeon

08. Beppe’s Shelter

IRON KIM STYLE – Iron Kim Style

iron MJR 031 (2010)

A breve distanza da “manifest deNsity“, ecco un nuovo album che vede fra i protagonisti il chitarrista Dennis Rea e il drummer Jay Jaskot, alle prese con un progetto invero assai diverso dal precedente.

Il disco è infatti interamente improvvisato, non in chiave jazzistica ma con gli stilemi del jazz-rock: fari ispiratori dell’operazione sono senz’altro il Miles Davis del periodo elettrico, a cui il trombettista Bill Jones è evidentemente devoto; e Terje Rypdal, il cui timbro sembra più volte richiamato nei soli chitarristici.

Operazione ad alto tasso di rischio, quindi, e talvolta traspare la sensazione che il percorso dei suoni sia interrotto prima di completare il naturale sviluppo (Gibberish Falter, Pò Brief); d’altro canto, gli episodi a più ampio respiro sono ricchi di momenti ispirati e coinvolgenti, con esiti rimarchevoli nella adrenalinica apertura Mean Streat of Pyongyang, punteggiata dall’energetico clarinetto basso di Izaak Mills e da un ben riuscito guitar solo.

Ottime anche Adrift, dove le trame dilatate e il lento incedere danno vita a fasi di quieta bellezza, evocative e solenni, con il clarinetto basso che gioca ancora un ruolo determinante, e Amber Waves of Migraine, in stile pressochè analogo.

Divertente la chiusura, con tromba e batteria che si aggirano ciondolando nel Savoy, in un omaggio (fra il sincero e il beffardo) che richiama alla mente lo swing di Benny Goodman (!).

Un ascolto stimolante, quindi, da parte di un organico che potrebbe riservare ulteriori sorprese in dimensione live.

Alfonso Tregua

1. Mean Streets of Pyongyang 10:33
2. Gibberish Falter 4:37
3. Po’ Brief 6:18
4. Don Quixotic 7:37
5. Adrift 7:44
6. Amber Waves of Migraine 5:37
7. Pachinko Malice 5:10
8. Dreams From Our Dear Leader 3:20
9. Jack Out The Kims 2:34
10. Slouchin’ at the Savoy 2:25

Dennis Rea 6 strings electric guitar
Thaddeus Brophy 12 strings electric guitar
Bill Jones trumpet
Ryan Berg bass guitar
Jay Jaskot drums
with
Izaak Mills bass clarinet (Tracks 1 & 5)