Boris Savoldelli Elliott Sharp – Protoplasmic

di Alfonso Tregua

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Il basso ostinato a sostenere gli inconfondibili pizzicati e svolazzi chitarristici di Elliott, e la voce di Boris che sembra provenire da tempi e spazi altri, ora acuto ora rantolo ora declamazione: fin dall’iniziale A-Quantic, questo “Protoplasmic” avvince e mantiene l’ascoltatore in uno stato di estasi vigile, catturato da continue sorprese sonore che mai smarriscono il filo di una coerente e logica ispirazione.

Se la sapienza strumentale e la potenza espressiva del santone Sharp sono nulla più dell’ennesima conferma di un grande talento, è una bella sorpresa la controllata follia, sostenuta da una notevole e coltivata tecnica vocale, di Savoldelli.

Nelle interviste successive alla pubblicazione, nel 2007, del suo progetto in solo “Insanology“, divertente e raffinata esplorazione della forma canzone,  il nostro indicava (e palesava nei fatti) fonti d’ispirazione quali Billy Joel o Bobby McFerrin….. ma questo disco si svolge in sentieri ben più impervi e stimolanti, essendo una rigorosa applicazione dell’instant composition.

Emerge quindi una lezione diversa ed estrema, quella di  Demetrio Stratos, apertamente citato in Noises in my Head, e affiorante in maniera velata più volte nel successivo percorso, insieme a reminescenze dell’ala prog e art rock più sotterranea (pensiamo ai Cassix, o al misconosciuto Fausto Rossi negli sprazzi di spoken words).

Abilissimo anche nei trattamenti elettronici della sua voce-strumento (non sappiamo in quale misura sia stato qui usato il suo arsenale di microfoni e looper, le note del bel digipack sono scarne), Boris spazia in un ventaglio timbrico e tonale assai ampio, perfezionando insieme al più noto compagno d’avventura una prova di eccellente fattura.

Il rischio implicito nella pratica improvvisativa è giocato nel migliore dei modi, paritario, telepatico e di elevato livello sia negli episodi a più ampio respiro (ottime le due parti di Prelude to Biocosmo e Nostalghia),  che nei bozzetti come Black Floyd o A Meeting in the Park.

Per menti aperte e orecchie assetate (pardon) di alea, libertà e freschezza nei suoni e nelle idee.

www.moonjune.com

www.borisinger.eu

www.elliottsharp.com

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