JEFF BALLARD TRIO feat LIONEL LOUEKE & CHRIS CHEEK_Live 2016

ballard9 settembre 2016

Bella apertura del Pomigliano Jazz Festival 2016, a Sirignano (Av) con il concerto del Jeff Ballard Trio. L’ottimo batterista californiano mostra indubbie qualità di leader, e nel contempo misura e fantasia, gestendo nel miglior modo i due talenti che lo affiancano: in gran forma Lionel Loueke, che ha sfruttato nella maniera migliore una strana e piccola sei corde elettrica, dalla quale ha estratto sonorità di chitarra o di basso a seconda delle necessità, spaziando fino alla surroga di un Hammond (sic!) durante un paio degli incisivi solo. Leggermente sotto tono invece Chris Cheek, che pur fornendo una prestazione nel complesso valida si è incartato un paio di volte nella gestione dei loop.

Poco più di un’ora di musica ben equilibrata, godibile e in the groove ma dal piglio fresco e aperto alla riebolarazione creativa, sia negli originali che negli standard (Davis, Carmichael, Silver). Una promessa mantenuta, quindi, per quello che si preannunciava come uno degli eventi più interessanti nel nutrito programma della rassegna campana.

Jeff Ballard batteria
Lionel Loueke chitarra elettrica
Chris Cheek sassofono

Roberto Spadoni & New Project Jazz Orchestra _ Travel Music

untitledAFMCD191 (2016)

Musicista elegante, valido chitarrista e orchestratore, Roberto Spadoni richiama alla mente del vostro cronista una lontana edizione del Roccella Jazz Festival, dove guidava un largo ensemble in un progetto intitolato “Ulisse e l’arco”, con partecipazioni di rilievo quali Maria Pia de Vito e Kenny Wheeler.

Nel prosieguo della carriera il nostro ha continuato a mostrare predilezione per gli organici medi o ampi, affiancando all’attività di musicista anche quella di divugatore in forma cartacea, con testi di armonia/teoria musicale in ambito jazz, e rubriche su riviste del settore.

Si configura quindi come un approdo naturale questo Travel Music
(L’Italia dal Finestrino) messo in suoni dalla New Project Jazz Orchestra,  una ventina di musicisti che già in passato ha collaborato con il leader e compositore dei sei brani presentati.

Un bel disco, classico e moderno nel contempo, realizzato fra l’altro grazie al crowdfunding. Per il resto, poco altro da aggiungere alle info contenute in questa pagina

 

BENT KNEE – SAY SO

cover_art-Bent_Knee-Say_So-500Cuneiform Rune 417 (2016)

Raffinato Art Rock intriso di piacevoli venature pop, vario e articolato nelle parti strumentali, grazie alla nutrita schiera di ospiti che integrano il quintetto di base, e fortemente caratterizzato dall’insinuante, virtuosistica  e controllata vocalità di Courtney Swain

Say So di Bent Knee

è la terza prova discografica in studio per il gruppo di Boston, edita per la Cuneiform. Si spazia da eterea leggiadria a sprazzi di forte impatto con gran disinvoltura, anche nello stesso brano, come in The Things You Love; deliziosa e sorprendente anche Commercial, mentre in Hands Up si strizza l’occhiolino a sonorità sixties. Una bella prova, meritevole di ri-ascolto.

 

Freschi di stampa (Giugno 2)_ ZHONGYU

Riuscito mélange fra il rosso cremisi (invero dominante) e le svariate coloriture apportate da scale e sonorità asiatiche

ZHONGYU

vede impegnato al Chapman Stick (e al Mellotron e ARP 2600, giusto per inquadrare ulteriormente il periodo) il compositore e leader del progetto Jon Davis, affiancato dal solido nucleo fondante di Moraine, gruppo guidato dal chitarrista Dennis Rea e più volte recensito su questo blog (ad esempio qui, o anche qui o ulteriormente qui). Tornando al disco, da gustare anche alcuni arguti ed evocativi titoli [due per tutti, Apple of my Mind’s Eye e…. Sleepwalking the Dog :-)]

Freschi di stampa (Giugno)_Paolo Sorge – Triplain

A breve distanza da RingLike (qui la recensione) la nuova proposta di

Paolo Sorge – Triplain

sceglie la dimensione più raccolta del power trio, per rileggere tre composizioni del precedente lavoro insieme a quattro nuovi titoli.  Ancora una volta, un percorso di suoni mai banali, a tratti impervio; necessita di ascolto ben disposto e concentrato, e in tal caso si rivela davvero prodigo di soddisfazioni, in particolare (ma non solo) per gli amanti/praticanti della sei corde.